Ecuador
Partenza
10 settembre 2025, che emozione, si parte! Era ormai da tempo che facevo crescere in me questo desiderio, mi ero preparata a questa scelta, ero stata “accompagnata” nella mia decisione da tante persone per me importanti, ed ora eccomi qui pronta a salire sull'aereo. Nella mia testa frullano pensieri…sono felice e grata di partire insieme alle mie compagne: penso che vivere questa nuova esperienza in gruppo sia una gran fortuna. Ho un po' paura di quello che potrà accadere e di come reagirò, però sono piena di gioia ed entusiasmo, speriamo che per il momento questo basti.
Attimi di vita a Casa Padre Silvio
Arrivate a Quito, dopo un viaggio lunghissimo, ci viene a prendere Adriana, la responsabile della Fundaciòn Chankuap; ci informa che ci fermeremo per la notte, un altro viaggio lungo ci attende il giorno dopo per arrivare a Macas.
Giunta a Macas nei primi giorni comincio a lanciarmi con lo spagnolo, imbarazzata e intimorita, ma tanto, mi dico, prima o poi bisogna iniziare. Tutti ci accolgono molto bene e dopo il weekend di assestamento, inizia la vita al centro.
Casa Padre Silvio, la struttura dove sono stata accolta per i miei sei mesi di esperienza, è una casa di accoglienza per bambini e adolescenti che vengono tutti i pomeriggi della settimana per essere aiutati nei compiti, fare un po' di rinforzo scolastico e vivere esperienze di vita comunitaria.
Nelle prime settimane è stato un po' difficile comunicare, ma i bambini sono stati davvero un grande aiuto per apprendere la lingua velocemente: si sono dimostrati sempre pazienti e gentili, pronti a spiegarti più volte quello che volevano dire, tentando di indovinare quando vuoi dire una cosa e non sai come fare. Una cosa che mi ha colpito da subito è il fatto che sono tutti sorridenti, hanno voglia di correre, giocare e un immenso bisogno di affetto: grandi e piccoli, quando arrivano e quando se ne vanno, ti salutano con un forte abbraccio. Le giornate passano, le idee tra noi volontarie corrono in continuazione, e sull'onda dell'entusiasmo e della novità ci lanciamo nel creare attività e scrivere per mattine intere esercizi di ogni tipo sul quadernetto di rinforzo per i bambini. Ogni giorno leggiamo ai ragazzi un libro per 10/15 minuti, prima di iniziare con i compiti; questo è un momento che amo, donare loro una storia al giorno e cercare di farli appassionare alla lettura è l'obiettivo del progetto "Lectura en voz alta".
All'inizio sembra un'impresa quasi impossibile, nessuno ascolta, parlano tra loro, alcuni giocano, altri guardano in giro oppure chiedono di andare in bagno in continuazione. Dopo due mesi i bambini cominciano ad abituarsi a questo rituale e ad ascoltare e partecipare di più, facendo domande. A gennaio si legge mezz'ora al giorno, sono curiosi e li vediamo giocare alla libreria durante i momenti di gioco spontaneo; spesso vengono da noi a chiederci di leggere loro qualcosa. Che soddisfazione, qualcosa si sta muovendo...
Dopo un mesetto a casa padre Silvio arriva il primo momento di crisi. Scopro che l'incontro con la diversità è bellissimo, ma non sempre così semplice come te lo raccontano. Ci sono cose che nella mia quotidianità in Italia non mi turbavano mentre qui mi danno fastidio, e questo mi crea una forte frustrazione. Mi domando come sto vivendo questa esperienza, se sto veramente dando il 100%, perchè faccio così fatica ad accettare alcune cose, e mi sento poco tollerante. Ci sono situazioni che mi mettono a dura prova come certi comportamenti delle persone che mi stanno intorno, la mia impotenza davanti ad alcuni eventi che riguardano i bambini oppure il fatto di stare tanto chiusa dentro alla casa, una situazione che comincia a starmi stretta. Ho paura di non essere adatta a quest'esperienza, ma poi mi ricordo di avere fede. Forse non si tratta di tollerare, semplicemente di capire ed imparare, forse non si tratta di fare, ma semplicemente di esserci. Mi ricordo di avere fede in quel disegno, in quel percorso che ancora io non vedo, e ancora una volta cerco di dire sì alla missione a cui ho risposto tempo fa, ricordarmi perchè sono partita e avere fiducia nell'amore di Dio, che diventa opera di misericordia. Il tempo passa, io piano piano imparo ad accogliere di più, non solo gli altri ma anche i miei stessi limiti, cambiano alcune mie priorità e lascio più andare. Così la tempesta finisce.
La quotidianità si fa sempre più fitta e accanto a me ci sono Vale, Sofy, Cate, Anahi, Maida, Nube, Adriana e Mami Auxi. Con il passare dei mesi conosco meglio anche i bambini, le loro storie personali e le loro famiglie. Mi rendo conto ogni giorno di come Casa Padre Silvio per loro sia un posto sicuro dove stare il pomeriggio, anziché in strada o a lavorare da qualche parte. I bambini qui imparano a stare insieme, vengono seguiti con i compiti, imparano cosa vuol dire mangiare un pasto caldo e stare con gli altri con rispetto, si sentono accolti.
Io ringrazio ogni giorno per la fortuna che ho di poter trascorrere il mio tempo con loro, vedendoli crescere nelle piccole cose e ascoltando i loro racconti.
Quanta ricchezza hanno in quegli occhi, quanta tenerezza mi fanno quando nascondono i quaderni perché pensano di non essere in grado di fare i compiti.
Non mi dimenticherò mai L. che scappa dall'aula e si nasconde dietro la porta del corridoio, M. che salta sulla mia schiena ad ogni minuto perchè vuole giocare alla mochila (trad.zaino), D. che entra urlando Holiiiii (trad. ciaooo) o Ke., 9 anni, che dopo mesi di esercizio quotidiano alza gli occhi e urla con soddisfazione "He leido toda la oracion solita! (trad. ho letto tutta la frase da sola).
Incontri
A gestire tutti c'è Nube, la responsabile educativa, una delle persone straordinarie che ho avuto la fortuna di incontrare; una donna attenta ad ogni piccola cosa, sempre sorridente e pronta ad aiutarti. Con lei è nato un rapporto molto profondo, che mi ha insegnato quotidianamente a rispondere sempre meglio ai bisogni dei bambini e ad conoscere le loro vite. Se penso all'Ecuador sicuramente penso alla meravigliosa natura che si espande ovunque i tuoi occhi arrivino, ma soprattutto penso all'interconnessione pura e onesta tra le persone. Ho avuto la fortuna di intrecciare la mia vita con una popolazione estremamente disponibile, che ti saluta per strada con un sorriso anche se non ti conosce, che ti offre indicazioni e dà contatti solo per il piacere di aiutarti, che ti lascia la porta aperta ogni volta che ne hai bisogno. Durante i miei giorni a Wasakentsa, una comunità della popolazione indigena achuar, ho avuto modo di incontrarmi con un' altra cultura e ascoltare storie di grande coraggio e missionarietà.
Ultimi mesi
Gli ultimi due mesi a Casa Padre Silvio sono volati; tutto scorre velocemente, ma in maniera più intensa; mi sento completamente parte di questo progetto, delle sue sfide e delle sue gioie quotidiane, vissute nel rapporto con le altre volontarie e nella continua riscoperta dei bambini e delle loro infinite risorse. Sta terminando questa esperienza e faccio un po' fatica ad immaginarmi il dopo. Sono sicura però che alcuni ricordi rimarranno indelebili: le risate di Mami Auxi in cucina e le sue storie, la fiducia che si è costruita piano piano con Nube e la sua straordinaria energia, il rapporto con Vicente, uomo pieno di sogni e di vite vissute, che mi ha insegnato a non avere paura di chiedere e di entrare in profondità nelle relazioni e poi…. i bambini, il cuore della mia esperienza.
Ritorno
Salutare è sempre difficile, rispondere alla domanda "quando torni?", ancora di più, anche perchè di preciso non lo sai e quindi non vuoi promettere nulla, perchè i bambini si meritano sempre la verità. Il giorno dei saluti è stato un momento molto emozionante. Mi sono commossa più volte mentre leggevo il mio ultimo albo illustrato, mentre passavo le ultime ore con loro aiutandoli con i compiti o quando A. mi ha detto (riferito a un braccialetto regalatole pochi minuti prima): "Que lindo profe, igualito al suyo y colorado como la su felicidad" (trad. Che bello profe, uguale al tuo e colorato come la tua felicità).
Sto scrivendo questa testimonianza dall'aereo , le mie parole sono perciò ancora molto cariche di forti emozioni, so bene che ci vorrà del tempo per lasciar sedimentare questa esperienza che sicuramente rimarrà impressa dentro il mio cuore. Mi mancheranno tutti, moltissimo, però li ho salutati serena, felice e grata per il tempo passato insieme, sicura di averli lasciati in ottime mani e consapevole di essere stata solo una foglia, che è passata portando il suo vento ed è rimasta impigliata un pochino in quei rami.
Arrivederci Ecuador, alla prossima Casa Padre Silvio.